Ambiente: Potocnik, in pista per Rio+20, proposta roadmap

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La prossima conferenza sullo sviluppo sostenibile di Rio+20 a giugno dovrebbe riuscire a trovare l'accordo "per una roadmap globale verso un'economia verde, con target operativi chiari, insieme ad impegni e azioni concrete a livello nazionale e internazionale, con tempi concordati". E' questa la proposta portata avanti dal commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, a Nairobi alla riunione ministeriale dell'Unep, insieme al commissario Ue al Clima, Connie Hedegaard. Oltre ai 40 anni del Programma Onu per l'ambiente, sarà questa l'occasione per "tastare il terreno" a livello internazionale in vista della conferenza di Rio.

La posizione dell'Ue infatti per l'apertura dei negoziati non è ancora definita nei dettagli: "E' necessaria una seria discussione all'interno della Commissione Ue ed è ovvio che è necessario un accordo fra i 27 Stati membri" ha detto Potocnik, alla vigilia della partenza per Nairobi. Oltre alla roadmap, l'Ue dovrebbe puntare anche sulla creazione di un adeguato "quadro istituzionale globale" che si occupi del lavoro concordato a Rio, ma anche di una partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti, inclusa la società civile e le imprese.

"Questa roadmap - ha spiegato il commissario Ue all'Ambiente - dovrebbe includere pochi target chiari e poche aree prioritarie.

Secondo me dovrebbero essere cinque aree: energia sostenibile; acqua ed efficienza nell'uso della risorsa; stop al degrado del suolo e degli ecosistemi; conservazione delle risorse degli oceani; passaggio ad un'economia a zero rifiuti". Per Potocnik ad esempio "eliminare gli sprechi di cibo è un target concreto, che interessa sia i paesi sviluppati che i paesi in via di sviluppo". La bozza del documento dei negoziati per Rio, presentato di recente "é una buona base - ha spiegato il commissario Ue all' Ambiente - e include la roadmap fra le possibilità. Ma va migliorato, deve dare una direzione più concreta". Per quanto riguarda i fondi per l'aiuto allo sviluppo, Potocnik ha assicurato che l'Ue rispetterà gli impegni presi "nonostante la forte crisi". "I fondi pubblici però non sono sufficienti - ha aggiunto Potocnik - e per questo sarà necessario coinvolgere i privati", interessati dal rilancio della nuova 'green economy'. Di buone idee per orientare la rotta verso l'economia verde, anche in Europa, la Commissione Ue ne ha messe diverse sul tavolo degli Stati membri per mettere a punto strategie a medio termine, da qui a dieci anni. "Noi abbiamo già proposto - ha detto il commissario Ue - l'eliminazione dei sussidi nocivi per l'ambiente, ma si potrebbe andare avanti, con l'abolizione dei sussidi all'industria dell'auto, con i quali invece si potrebbero finanziare solo auto verdi". L'importante è dare soldi in maniera oculata, come è successo con i rifiuti a Napoli: "Non diamo fondi strutturali per le discariche, ma per il riciclo: in questo modo si collegano le politiche ai finanziamenti". "Ora - ha concluso - si tratta di capire dove siamo, dove andiamo e dare un segnale chiaro".

Fonte: ansa.it